L'amore, per dirla con la Fornero, non costituisce più lo “schema tipico del rapporto sessuale".

Sulla infame diversità di valutazione delle vicende sessuali in cui sonoincappati CAV e DSK, il Direttore ha messo un punto e, mi pare, definitivo.Ma, più in generale, “il rapporto tra sessualità e potere generaequivoci” solo perché, banalmente, è la sessualità in quanto tale adessere diventata “equivoca”: una terra di nessuno che oscilla e tra laincontrollabile pulsione dei sensi ed il lucido perseguimento del piacere.Lo spazio dell’amore, della caritas che declina l’eros/agape nelladonazione permanente di sé all’altro [mi scuserà Roberto Beretta se lacitazione implicita di Papa B XVI gli possa qui sembrare abusata per meroesercizio dialettico] è relegato a quello di una opzione tra le tante. E,per dirla come la Fornero, non costituisce più lo “schema tipico delrapporto sessuale”. Ed ora è buffo accorgersi che nella proliferazione dischemi di rapporti sessuali che la società emancipata offre al liberosviluppo della personalità di ciascuno, sia diventato invero spessodifficile distinguere tra libero amore (mero esercizio della proprialibertà), mercimonio (volontà di lucrare vantaggi dal rapporto sessuale) eviolenza (volontà di imporre il proprio potere sessuale). Ma non dubito chesapienti sociologi sapranno districare la matassa.